.:: RIVOLUZIONE DEL PREDELINO ::.
     
 

Il 18 novembre in tutta Italia si tenne l'iniziativa Subito al voto organizzata da Forza Italia, una campagna popolare di raccolta firme per chiedere nuove elezioni. Nel presentare i dati dell'iniziativa, Berlusconi,in piazza San Babila a Milano, annunciò lo scioglimento di Forza Italia e la nascita di un nuovo soggetto politico unitario del centro-destra, inizialmente da lui chiamato Partito del Popolo della Libertà, "aperto a tutti coloro che ne vogliano fare parte"; l'iniziativa, annunciata da Berlusconi di fronte a numerosi simpatizzanti parlando dal predellino della propria auto, venne ribattezzata dagli organi di stampa come la Rivoluzione del predellino.

Il 19 novembre Berlusconi, in una conferenza stampa nella quale ha presentato gli obiettivi del partito, annunciò che sarebbero stati gli elettori a scegliere il nome definitivo del partito e che si sarebbero tenute elezioni primarie per eleggere il leader. In tale occasione Berlusconi presentò il simbolo del partito e dichiarò che il nome del nuovo soggetto politico sarebbe stato scelto dagli stessi elettori nell'occasione di una seconda raccolta firme, durante la quale si sarebbero organizzate anche le prime pre-iscrizioni.

Il partito non raccolse, in quel momento, il consenso dei tre principali alleati di FI, quali la Lega, l'UDC e AN, la quale, pur avendo fino ad allora sostenuto il progetto unitario, giudicò confuso e superficiale il modo in cui esso era nato; aderirono invece da subito quasi tutti i partiti minori di matrice liberale e centrista. L'opposizione più dura venne da parte di Gianfranco Fini: «Il nuovo partito di Berlusconi? Comportarsi come sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione» e «Il Cavaliere ha distrutto la Casa delle Libertà e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in tasca. Non siamo postulanti. io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora».[2].

Il nome del nuovo movimento venne definito ufficialmente il 12 dicembre 2007 come Il Popolo della Libertà a seguito di una giornata di votazioni svoltasi il 2 dicembre dello stesso anno. Secondo i dati di Forza Italia l'opzione Il Popolo della libertà prevalse su Il Partito della Libertà ottenendo rispettivamente il 63,14% e il 36,86% delle preferenze. La votazione venne organizzata anche con l'ausilio dei Circoli della Libertà. Alcuni sostengono che sia stato scelto questo nome alternativo anche perché il termine "Partito della Libertà" sarebbe risultato essere un marchio di proprietà della Federazione dei Liberali Italiani, la quale il 5 ottobre avrebbe diffidato la Brambilla e Berlusconi dall'uso dello stesso[3] e contestualmente presentato una richiesta di danni pari a 30 milioni di euro per l'uso indebito di tale marchio. [4]

Berlusconi aveva dichiarato che l'assemblea costituente del Popolo della Libertà sarebbe avvenuta in data 27 marzo 2008 e la campagna di iscrizioni fra il 15 febbraio e il 15 marzo 2008. Tutto però venne lasciato in sospeso e fu congelata qualsiasi data per la nascita del PdL in occasione della caduta del Governo Prodi e della proclamazione da parte del Capo dello Stato di elezioni anticipate per il 13 e 14 aprile 2008. La fine del governo di centro-sinistra consentì tra l'altro un veloce riavvicinamento tra le forze politiche della CdL, i cui dissensi dopo la nascita del PdL avevano fatto temere la definitiva fine della coalizione di centro-destra.

da: wikipedia

 
     
     
 
 
 
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